.: Fondazione Toscana per la Prevenzione dell'Usura :.
RELAZIONE DEL PRESIDENTE

Nel 1996 lo Stato Italiano, fra i primi in Europa, emanò una specifica legge, la 108, per contrastare il fenomeno dell’usura; legge che divenne operativa nel 1997.

La Misericordia di Siena - che già aveva dimostrato attenzione ai nuovi bisogni dei cittadini realizzando nel 1995 il “Microcredito di Solidarietà” uno fra i primissimi interventi del genere in Italia e tuttora operante - decise di dar corso a un progetto proposto da alcuni volontari che, mediante l’utilizzo degli strumenti previsti dalla nuova legge, consentisse di intervenire concretamente a supporto delle persone in gravi difficoltà finanziarie, tramite rilascio di garanzie alle banche finalizzato ad agevolare la concessione di finanziamenti, evitando così il ricorso a profittatori e/o usurai.

Non fu cosa facile creare una struttura che, sia dal lato amministrativo sia organizzativo, non poteva avvalersi di precedenti esperienze, comunque il progetto, per il grande impegno e le professionalità dei volontari promotori, trovò attuazione, dimostrando sin dall’inizio tutta la sua validità, testimoniata dall’ alto numero delle richieste di aiuto ricevute già nei primi mesi. Questo ci indusse a estendere progressivamente la nostra attività a tutte le provincie toscane, ricercando e trovando la disponibilità delle Misericordie che - mettendo a disposizione locali, attrezzature e qualificati volontari - ci hanno consentito di costituire presso le loro sedi nostri Centri di Ascolto senza addebitarci costi di gestione che, se a nostro carico, avrebbero limitato, se non impedito, la nostra espansione territoriale. Nel contempo, trovammo subito il supporto delle istituzioni locali: risale, infatti, al 18.03.1998 la data della firma del primo protocollo d’intesa con la Regione Toscana. Anche il ruolo della banca Monte dei Paschi di Siena fu determinante; il Monte è stata la banca che ha erogato tutti i finanziamenti nel primo anno di attività, regolati da una condivisa convenzione che, successivamente, abbiamo preso come base per definire l’operatività con tutte le altre banche.

Negli anni seguenti i volumi dei nostri interventi si sono progressivamente incrementati così che, anche per motivi amministrativi, nel 2006 la Misericordia di Siena decise di costituire una specifica ONLUS in cui far confluire l’attività di prevenzione usura: La Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura, con capitale di €. 110.000,00 costituito utilizzando un contributo della Fondazione MPS. La nostra Fondazione è amministrata da un CDA i cui componenti non percepiscono alcun compenso e si è dotata di un’organizzazione di tipo bancario: i Centri di Ascolto sono assimilabili a filiali che interagiscono con la sede, a sua volta articolata su una segreteria, un settore fidi, un settore legale e uno amministrativo. I Centri di Ascolto ricevono le richieste, procedono alla loro istruttoria e propongono quelle ritenute meritevoli alla sede, ove un “Comitato Credito” decide sulla possibilità di rilasciare o meno della garanzia alle banche convenzionate, verificando l’esistenza dei “criteri di meritevolezza” specificamente indicati dalla legge 108/96. Tale garanzia può coprire fino al 75% dell’eventuale perdita finale sui finanziamenti, che devono essere finalizzati esclusivamente alla ristrutturazione di debiti pregressi e vengono erogati dalle banche sotto forma di prestiti rateali d’importo max. di €. 25.800 per le persone-famiglie e che per le piccole imprese possono raggiungere €. 51.600 - e di mutui ipotecari fino a € 200.000,00 che eccezionalmente può raggiungere importi superiori.

Oggi la Fondazione conta su 44 centri di ascolto ubicati nelle maggiori città della Toscana in cui operano 198 volontari. In questi venti anni si sono presentati ai nostri centri di ascolto 24.763 fra famiglie e piccoli imprenditori in difficoltà finanziarie. Molti di questi presentavano caratteristiche che non lasciavano intravedere la possibilità, anche in prospettiva, di un flusso di entrate tali da consentire di ripagare i prestiti se non addirittura avevano bisogno di contributi a fondo perduto per il soddisfacimento di bisogni primari. Diversi soggetti hanno usufruito della consulenza dei nostri volontari nella riorganizzazione delle loro situazioni finanziarie, mentre in 3.128 casi richieste di finanziamenti per complessivi €. 157.885.000,00, sono state ritenute meritevoli e coerenti con le finalità della legge 108 e pertanto sono state presentate alle banche già istruite e corredate dalla nostra garanzia. Di queste n. 2.154 per complessivi euro 99.076.000,00 sono state erogate dalle banche. Inoltre al 31.12.2017 n. 60 pratiche per €. 4.974.000,00 erano ancora all’esame delle banche.

Il taglio medio dei finanziamenti erogati è di 46.000,00 euro.

I dati sopra citati ci consentono di sottolineare il ruolo della nostra fondazione a livello nazionale; l’importo dei finanziamenti erogati con la nostra garanzia rappresenta infatti il 25% del totale dei finanziamenti garantiti dalle 29 fondazioni aderenti alla “Consulta Nazionale”. Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze valuta positivamente il nostro operato tanto che nel 2017 ci ha erogato un contributo di €. 544.754,00 che rappresenta il 6,72% del totale della somma globalmente destinata alle 36 fondazioni antiusura operanti in Italia e che costituisce l’erogazione intermini assoluti più elevata. Il nostro “Fondo speciale Antiusura” ammonta, al netto delle perdite subite in questi anni, a €. 15.380.084,00 superiore, in virtù di un’attenta gestione degli investimenti, al totale dei contributi ricevuti così che abbiamo potuto accantonare in bilancio Fondi di riserva per €. 1.886.075,00 che ci consentono di affrontare, con tranquillità, eventuali perdite che eccedessero la media di questi anni.

Disponiamo altresì di un”Fondo di Garanzia Regionale” di . 1.500.000,00 costituito con un contributo della Regione Toscana che utilizziamo per rilasciare alle banche garanzie integrative a quelle rilasciate ai sensi della legge 108/96 nella misura del 25% dell’importo del mutuo immobiliare in modo da aumentare le possibilità di un favorevole accoglimento da parte delle banche delle richieste che presentano maggiori rischi.

Quanto sopra è stato conseguito principalmente per merito dei volontari che sono impegnati nel servizio che, oltre alla necessaria professionalità, presentano una grande disponibilità all’ascolto (ogni pratica necessità di almeno 4 o 5 incontri) e che sono in grado di calarsi nei problemi dell’assistito conquistandone la fiducia. In tal modo riescono a superare quelle umane reticenze e spesso la vergogna che la persona in difficoltà ha nel fornire un quadro completo della sua situazione debitoria e le cause che l’hanno determinata che è,invece,indispensabile conoscere per poter indicare,ove possibile, una soluzione del problema. Se quantificassimo il numero delle ore prestate nel servizio equivalenti a quelle che annualmente effettua un dipendente (1600 ore), vedremo che nel solo 2017 le prestazioni dei nostri volontari corrispondono a 13 impiegati.

La prevenzione , che è senz’altro l’arma più valida per contrastare il fenomeno dell’usura, può raggiungere livelli efficaci solo attraverso la collaborazione fra enti pubblici,volontariato e banche. I dati sopra indicati dimostrano che, per quanto riguarda la Toscana, sia le istituzioni sia il volontariato hanno svolto un ruolo adeguato, mentre le banche che pure ringraziamo per quanto hanno fatto, anche se in maniera differenziata fra loro, avrebbero potuto operare con maggior correntezza pur comprendendo che la grande crisi che ha colpito il paese e i vincoli imposti dall’Europa ne hanno condizionato l’attività.

Quello di cui sentiamo maggiormente l’esigenza nei confronti del sistema bancario è la necessità di avere tempi decisionali più rapidi sulle nostre richieste (l’accordo quadro l’ABI - Ministero dell’Interno prevede in max 30/gg. i tempi di risposta ed in altri 30/gg. i tempi di erogazione; termini costantemente e ampiamente disattesi); auspichiamo inoltre sia fornita una maggiore informazione ai dipendenti su quanto stabilito nelle convenzioni stipulate con la Fondazione e sul citato accordo ee che siano stabiliti anche più funzionali contatti con la Fondazione da parte delle strutture deputate alla valutazione del rischio.

Esaminando le cause che hanno determinato le situazioni di gravi difficoltà finanziarie alle famiglie che abbiamo assistito si rileva in ordine decrescente : l’uso non corretto del denaro, perdita o sospensione posto di lavoro, crisi dell’impresa, razionamento del credito, malattie, separazioni o divorzio, gioco d’azzardo. Nello specifico sono aumentate le situazioni di difficoltà per crisi dell’impresa, principalmente commerciali, e quelle dovute a perdita posto di lavoro che hanno colpito famiglie che prima della crisi appartenevano alla cosiddetta “Classe media” e che avevano assunto impegni compatibili con le loro entrate poi non più in grado di onorare. Inoltre è prevedibile che il loro numero possa crescere sensibilmente con la scadenza della sospensione del pagamento delle quote capitale delle rate dei finanziamenti concessa dalle banche su richiesta delle famiglie che non riuscivano a pagarle ( 1329 nell’ultimo biennio in Toscana ) se nel frattempo non avranno migliorato la loro situazione economica.

Riguardo alla fascia di età la maggiore percentuale dei richiedenti si registra fra i 45-55 anni seguita da quella degli i ultra sessantenni.

La Fondazione è altresì impegnata nel contrasto al gioco d’azzardo, un problema sociale spesso causa d’usura, principalmente attraverso la Consulta Nazionale che svolge un’azione pressante nei confronti del Parlamento e del Governo per ottenere una maggiore attenzione al problema e l’adozione di provvedimenti legislativi per contenerne l’espansione. In Toscana sono almeno 20.000 i giocatori dipendenti da gioco d’azzardo e sempre più bassa è l’età media degli utenti che si avvicinano al gioco per la prima volta. Oltre ad internet, oggi i posti legalmente deputati al gioco si trovano praticamente ogni cento metri così che il numero delle sole slot-machines risulta superiore a quello dei posti letto in ospedale. Nel 2016 nella nostra regione sono stati giocati oltre cinque miliardi di euro. La pressione degli organismi impegnati nell’azione di contrasto, in particolare quella della nostra Consulta Nazionale, ha indotto il Governo a proporre alle Camere un provvedimento che oltre a prevedere un aumento del prelievo fiscale prevede la riduzione entro il 2018 del 34% delle machines. E’ un primo risultato. Anche la Regione Toscana, da tempo sensibile a questo problema, ha approvato,con delibera della Giunta nel Luglio 2017, un Piano Regionale di Contrasto al Gioco d’Azzardo articolato in diverse azioni di prevenzione che comporta un impegno di oltre 3 milioni e che troverà attuazione nel 2018.

La Fondazione svolge da sempre anche un servizio di “Microcredito di Solidarietà” avvalendosi di fondi di garanzia costituiti con contributi delle Fondazioni Bancarie Toscane per finanziamenti fino a 7.500,00 euro e che ad oggi consentono ampi spazi d’intervento.

Per completare il quadro sulla nostra attività desidero ricordare che negli ultimi anni, nell’ambito di un nostro progetto di educazione alla legalità, abbiamo effettuato, con nostri volontari, una serie di incontri con studenti delle ultime classi di alcune scuole medie superiori della nostra regione con oggetto l’uso non corretto del denaro, il sovra indebitamento, il gioco d’azzardo e l’usura con ottimi riscontri in termini di attenzione e partecipazione da parte degli studenti. Questo positivo riscontro che, per i volontari che svolgono il servizio è motivo di particolare soddisfazione, dimostra che i giovani sono disponibili ad approfondire la conoscenza di problemi di cui poco si parla sia a scuola che in famiglia, specialmente quando , come hanno dichiarato alcuni di loro,vengono presentati da persone che contano su esperienze concrete affrontate nel servizio prestato.

Concludo con una considerazione sull’usura di cui oggi si parla solo per legarla ad episodi di cronaca. La realtà e ben più complessa : l’usura è, infatti, un fenomeno in continua evoluzione fortemente intrecciata con le mutazioni economiche e sociali. All’usuraio classico di quartiere o di paese si sono aggiunti infatti profittatori con il “colletto bianco” e nuovi attori del credito illegale come organizzazioni usuraie e usurai mafiosi, aumentandone così la pericolosità. Gli usurati non denunciano; non lo fanno per vergogna a volte per paura ed anche perché chi è usurato viene di fatto isolato dalla società. Inoltre i tempi lunghi che occorrono alla giustizia per definire un processo e la mancata certezza della pena scoraggiano quelli i che avrebbero voluto denunciare e questo senza considerare che se l’usurato è una persona fisica non può usufruire dei benefici previsti dall’art. 14 della citata legge 108/96. Da qui il crollo delle denunce.

Pertanto rivolgiamo un invito al nuovo Parlamento ed al Governo che verrà costituito di non sottovalutare il problema del sovra indebitamento e dell’usura. Sia la legge 3/212 che la 108/96 necessitano di modifiche . In particolare la 108/96 necessita di una sua radicale revisione che tenga anche in dovuto conto della concrete esperienze maturate in questi venti anni dalle Fondazioni Antiusura.

Il Presidente
(Lelio Grossi)

 
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